Continuità operativa e disaster recovery

Continuità Operativa

Il mondo dell’imprenditoria è fatto di alti e bassi. Quando tutto sembra andare per il verso giusto, è il momento giusto per iniziare a pensare al prossimo problema che si dovrà affrontare.

Gli imprenditori più esperti questo lo sanno bene e, invece, chi ha appena avviato la sua prima attività, purtroppo è molto probabile che imparerà la ciclicità del business provando sulla propria pelle un momento di down. Per essere pronti ai periodi più duri, c’è qualcosa che può essere fatto in modo da garantire, comunque, un’adeguata sostenibilità del business? La risposta, chiaramente, è positiva e sarà proprio ciò di cui andremo a discutere in questo articolo.

In particolare, il focus sarà incentrato su un concetto molto importante, quello di continuità operativa. Cerchiamo, dunque, di capire meglio di cosa si tratta e, soprattutto, analizziamo dei casi in cui questa nozione può giocare un ruolo fondamentale per il futuro dell’azienda.

Continuità operativa Disaster recovery

Che cos’è la continuità operativa?

Come dice il nome stesso, la continuità operativa è l’insieme di tecniche, strategie e strumenti che vengono adottati da una realtà per poter mantenere attivi i propri standard di produzione (sia di un bene, che di un servizio), in qualsiasi circostanza.

Una definizione simile, possiamo capirlo, potrebbe dire poco o niente alla maggior parte delle persone. Un esempio pratico a questo punto è doveroso, in modo da chiarire bene in cosa consiste la continuità operativa. Supponiamo che una compagnia si occupi della produzione e vendita di servizi digitali e che, per operare, abbia necessità di avere degli uffici con accesso ad
internet ad alta velocità e dei computer di una certa potenza. Nel caso in cui si verificasse un evento naturale imprevisto, come un terremoto o un’alluvione, potrebbe accadere che il segnale venga interrotto. Quando avvengono dei disastri naturali di dimensioni importanti, è facile che il problema non possa venire risolto nell’immediato, in quanto l’attenzione è spostata su aspetti più urgenti. In una circostanza simile, avere la possibilità di spostare la propria attività in un posto che non è stato interessato dall’incidente, permette di mantenere la continuità operativa.

Ma come è possibile non venire colti di sorpresa e trovare, in un lasso di tempo molto breve, un altro spazio nel quale lavorare? La risposta è semplice: preoccupandosi prima che il danno avvenga.

Uffici arredati per disaster recovery

Un servizio importante

A nostro modo di vedere, uno dei servizi più interessanti offerti da diversi business center è, senza ombra di dubbio, quello di poter dare ad aziende l’opportunità di riservare degli spazi dedicati proprio in caso di necessità immediata. In particolare, alcuni delle società di Ufficiarredati, affiliate al nostro network, hanno stretto accordi anche con aziende importanti, in modo da avere sempre pronti degli spazi di lavoro. In alcuni casi, gli uffici sono già attrezzati e rimangono inutilizzati quando non c’è bisogno; in altri, possono essere attrezzabili in poco tempo ed essere disponibili per altri lavoratori indipendenti quando
non vengono occupati dall’azienda che li ha riservati. È facile comprendere quanto un servizio simile possa essere necessario, specialmente per imprese strutturate ed avviate, che hanno scadenze importanti da rispettare.

Gli spazi pronti all’uso oltre ad essere arredati, sono dotati di linee telefoniche in entrata ed uscita, integrati con numeri verdi, connessione internet ad alta prestazione. Spesso, per garantire l’immediata fruizione o comunque in poche ore dalla richiesta, hanno scrivanie di dimensioni più contenute, facilmente trasferibili all’interno del business center proprio per garantire il massimo della flessibilità.

Diverse strategie per assicurare la continuità operativa

Un aspetto molto interessante della continuità operativa riguarda le diverse strategie che un’azienda può mettere in atto per assicurarla anche in periodi complicati. In particolare, esistono due tipologie di pratiche attuabili: quelle digitali e quelle fisiche. Le tecniche di continuità operativa digitali sono l’insieme delle strategie che permettono ad una realtà di continuare a funzionare in caso di problemi legati al mondo del web. Un esempio classico è quello delle società che utilizzano il proprio sito internet per attrarre nuovi clienti e che operano esclusivamente online, senza una vera e propria sede fisica. In
questi casi, una pratica molto utilizzata è quella di utilizzare un dominio ed un server in due paesi diversi, in modo che se ci sono degli attacchi da parte di hacker, la possibilità di venire danneggiati è molto inferiore.

Quando si parla di continuità operativa fisica, invece, ci si riferisce alle strategie logistiche, attuabili chiaramente solo da aziende che necessitano di un luogo di lavoro con determinati strumenti ed accessori. Abbiamo già visto come ci siano sempre più offerte sul panorama nazionale ed internazionale da parte di network di uffici arredati, che consentono a grandi società di avere sempre un “piano B”, nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto. Se si effettua una rapida ricerca su Google è facile notare come molte fonti facciano rientrare la continuità operativa all’interno di uno schema più grande di protezione sociale.
Non bisogna pensare, infatti, che si tratti di un insieme di tecniche fine a se stesse. Al contrario, invece, le grandi aziende impiegano molto tempo (e denaro) nella creazione di un piano per assicurare che l’operatività possa essere garantita nella maggior parte dei casi. Questa esigenza è sentita specialmente per il fatto che le assicurazioni non sono sufficienti.

Un’assicurazione pratica

Cosa si intente quando si parla di insufficienza delle assicurazioni?

Facciamo riferimento a questo concetto per mettere in luce come una polizza assicurativa, per quanto completa, può aiutare una società a recuperare il capitale perso durante il periodo di inattività, ma non è in grado di assicurare l’immediata continuità operativa. Se copre e garantisce la copertura dei costi sostenuti per mantenere inalterati i livelli di produzione, non è però in grado di fornire spazi di lavoro come uffici, laboratori e magazzini.

Al contrario, l’attuazione di tecniche mirate, come quelle di cui abbiamo parlato, permette all’azienda di godere di una sorta di assicurazione pratica, in grado di intervenire immediatamente per assicurare il proseguimento del lavoro. Soprattutto per realtà che operano a stretto contatto con il cliente e che, quindi, necessitano di mantenere ad un livello costante i ritmi di produzione, una protezione economica spesso non basta ed è quindi importante pianificare ed attuare strategie di continuità operativa.

In seguito al terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna nel 2012, sono sempre più numerose le società che decidono ogni anno di avvalersi della copertura garantita da un solido network di uffici arredati. Quando il terremoto colpì l’Emilia e danneggiò gravemente molte aziende dell’area del biomedicale di Mirandola nella provincia di Modena, alcune di queste hanno avuto la possibilità di riattivare uffici commerciali e di assistenza ai clienti all’interno del Michelangelo Business Center di Modena. Il Business Center – come ci ha raccontato il suo Amministratore Gianluca Mastroianni, dopo aver disposto le verifiche di legge alla struttura – ha convertito in un solo giorno alcuni ampi ambienti destinati a sale riunioni ad ambienti di lavoro open space.

Ha ospitato per circa due mesi due aziende che avevano visto crollare i loro capannoni, che producevano prodotti ad alta tecnologia non immediatamente replicabili dai competitors. All’interno del business center hanno potuto stabilirsi rapidamente e fruire di tanti servizi. L’offerta di un servizio di disaster recovery in questo caso è stato determinato dalla domanda del cliente. Se in quel momento – prosegue Mastroianni – avessimo avuto altri spazi avremmo riempito altri 1.000 metri quadrati, tanto era la domanda di spazi di lavoro. Queste aziende sane hanno avuto la fortuna di fermarsi per pochi giorni, riorganizzarsi, ma hanno atteso e questo è il dato sorprendente, oltre due anni per vedersi riconosciuti i rimborsi per i danni, il mancato fatturato e anche il rimborso di quanto sostenuto nel Business Center per noleggiare uffici e sale.

Siamo giunti alla conclusione di questo articolo, ma non dell’argomento che riprenderemo e siamo curiosi di conoscere la tua opinione sul tema. Per comunicare con noi, proporre degli argomenti da trattare o richiedere un’intervista, scrivi a [email protected]: ti risponderemo al più presto!

Speak Your Mind

*